domenica 18 febbraio 2018

VOGLIA DI PRIMAVERA E RINASCITA.




Cari AMICI è da un po' che non dedico tempo al blog, ma la vita di tutti i giorni ti assorbe così tanto da dover tralasciare per forza qualche parte di te. Adesso ho la possibilità di rifarmi per cui mi impegnerò in questo che rappresenta, per me, un momento di comunicazione e riflessione non solo culinaria.
La novità di questo nuovo inizio è che presenterò ricette alternative vegetariane e vegane:  ho cambiato il mio regime alimentare per cui mi sono avvicinata a nuovi modi di cucinare e nuovi ingredienti. Continuerò comunque anche in quelle che sono le ricette della tradizione per rivolgermi così ad un pubblico più esteso. 

Nel frattempo vi rimando ad un vecchio post  Gnocchi di patate burro e salvia ,nella cui versione vegana basta eliminare l'uovo e sostituire il burro con dell'olio e delle noci tritate nel mortaio.

Per adesso vi saluto e vi aspetto per il mio prossimo post.

lunedì 10 ottobre 2016

Brutti e buoni

Lunedì è  il giorno del "ricominciare". 
Si inizia una nuova settimana, si ricomincia la routine, coi suoi orari; quelli della scuola per i ragazzi, quindi  preparare la colazione mentre è già la seconda volta che gli dici di alzarsi e poi finalmente ti vedi arrivare il tuo figliolo, non del tutto sveglio e presente, che però con affetto ti dice "buongiorno mamma,  tutto bene?!" E tu ringrazi il cielo per la fortuna che hai. 
È il ricominciare a riprendere il contatto con il mondo esterno dopo un week end trascorso nell'intimità della tua famiglia prendi la macchina e in mezzo al traffico ti rendi conto come tutti siano di corsa e la cosa ti infastidisce un po'. 
È il ricominciare a sentire come stanno le tue amiche e con il cellulare mandi messaggi a raffica per raggiungere nel più breve tempo possibile le amiche che, anche loro, hanno cominciato il loro tran tran settimanale.
Io, in tutto questo correre, sono fortunata, perché il lundeì è una giornata non di lavoro e quindi posso prendermi il tempo per fare le cose con calma. Accesa la stufa ho preparato colazione a mio figlio e l'ho accompagnato a scuola. Mi sono occupata dei miei cagnoni e poi davanti ad una calda fumante tazza di caffè ho chiamato la mia mamma per darle il buongiorno. Subito dopo messaggi a sorella ed amiche.
Il mio lunedì mi piace. Dopo il week end di raccoglimento piuttosto che di una gita in famiglia, è il giorno del risveglio e del contatto con il mondo esterno.  A volte dolce, a volte più irruento,  ma sempre e comunque l'inizio di qualcosa. 


Durante il corso di pasticceria che ho frequentato lo scorso autunno una delle lezioni è stata la preparazione dei Brutti e buoni, un biscotto tipico piemontese a base di nocciole.

Ingredienti
Albumi 60 gr. (Bianchi di 2 uova medie)
Zucchero 175 gr.
Nocciole tostate e tritate  125 gr.
Cannella q.b.

Montate gli albumi a neve finissima con 25 gr.  di zucchero  in una casseruola, poi aggiungete la cannella, sempre mescolando dal basso verso l'alto, poi aggiungete il resto dello zucchero e le nocciole tritate finemente e mescolate ancora.
Fate cuocere a fuoco moderato fino a quando il composto si staccherà dalle pareti e dal fondo della casseruola ( 5' circa). Togliete dal fuoco e formate dei mucchietti grossi come una noce disponendoli su una carta forno preparata sulla placca del forno e fateli cuocere per 15-20' ad una temperatura di 140-150º.
Un segreto che i maestri ci hanno confidato è che i bianchi delle uova dovrebbero avere qualche giorno, per cui quando facciamo una ricetta dove servono solo i rossi delle uova, ecco che possiamo usare i bianchi per questo fine.


Ecco i vostri biscotti pronti per essere gustati con una calda bevanda ma anche dopo pranzo con un buon Vin Santo toscano.

venerdì 30 settembre 2016

E' arrivato l'autunno.....

L'autunno è iniziato e con sé ha portato un po' di aria fresca, ancora sole e tanti colori....
Io amo questa stagione "di mezzo": è un saluto al caldo estivo e un preludio dell'inverno. 
Si comincia a rimettere le calze, a rannicchiarsi sul divano con una calda copertina, a ricercare una calda bevanda che si sorseggia senza perdere di vista la riga del libro che con entusiasmo si sta leggendo....
Per me rappresenta il momento in cui si ritorna al silenzio interiore, ad ascoltarsi di più, a coccolarsi con più attenzione. E a tutto questo si aggiunge la voglia di riaccendere il forno e sfornare profumate torte che non solo allietano la vista e il palato, ma inebriano la cucina di profumi, profumo di CASA.

Vi presento una ricetta semplice e veloce, una torta dove la delicatezza della ricotta si fonde con l'aspro del limone ( io ho scelto uno yogurt al limone, ma ognuno può variare come crede!), che io ho arricchito con gocce di cioccolato. 



Quando io preparo le torte uso dividere i rossi dai bianchi: quindi in una terrina metto i 2 rossi con lo zucchero e con le fruste lavoro fino ad ottenere una crema spumosa. I bianchi invece li lavoro in un'altra terrina con un pizzico di sale, li monto a neve e li tengo da parte.
Alla crema aggiungo la ricotta, lo yogurt, il burro fuso  e piano piano la farina e il lievito setacciati.
Delicatamente, per evitare che si smontino,  aggiungo i bianchi. 
Per piacere personale una volta versato l'impasto nella teglia ho cosparso la superficie di gocce di cioccolato.
Infornato a 180° per 35-40'.
Con questo dosaggio io ho utilizzato una teglia piccola a cerniera da 20 cm di diametro. 



E' un dolce che si mantiene qualche giorno, quindi può essere consumato a colazione o accompagnato da una calda bevanda.
A Voi la scelta.

.....E fatemi sapere!



lunedì 7 dicembre 2015

GNOCCHI DI PATATE burro e salvia

Le patate a casa mia non mancano mai e, non so a casa vostra, ma da noi, in qualunque modo si cucinino sono sempre gradite. Oggi è lunedì, ma visto che i ragazzi sono a casa da scuola, sembra un giorno di festa. E per questo non sono riuscita a stare con le mani in mano e ho cominciato a pasticciare...
Quindi vi propongo un piatto di gnocchi di patate, condito con semplice burro e salvia, un piatto semplice che però soddisfa il palato e sazia con un gradito bis.

Ingredienti
per 4 persone:
Patate 500 gr.
farina 00 150 gr.
1 uovo intero
pizzico di noce moscata
sale q.b.
 Prima di tutto si fanno bollire le patate in acqua salata, dopodiché si sbucciano e si schiacciano ancora calde con lo schiacciapatate, quindi si lasciano raffreddare.
Una volta freddo si aggiunge la farina, l'uovo e il sale se necessario, la noce moscata se gradita e si ottiene una palla che io stendo con il mattarello e che poi taglio a piccoli tocchetti.
Per dare loro un minimo di rigatura utilizzo l'apposito attrezzino di legno e lascio asciugare un momento.
Nel momento in cui l'acqua bolle, aggiungo un goccio di olio, per evitare che si attacchino e poi metto gli gnocchi a cuocere. Non ci vorrà molto, perché dopo pochi minuti cominceranno a venire a galla e poco per volta aiutandoci con una schiumarola trasferiamo in un tegame largo dove precedentemente avremo sciolto il burro con la salvia.

Mantechiamo gli gnocchi e impiattiamo subito dopo.



domenica 29 novembre 2015


Rieccomi con voi dopo quasi un anno di assenza! ...con la voglia di condividere nuove ricette e nuove emozioni.
Un anno non è poca cosa, tante cose sono accadute, alcune favolose, alcune piacevoli, alcune meno piacevoli e altre così  forti che ti segnano per sempre: come la perdite di affetti che porterai sempre nel tuo cuore e vivranno per sempre nei tuoi ricordi. Ma grazie alla tua forza e chissà ad altre gioie che riempiono il cuore si riesce a superare i momenti tristi e ad accettare che tutto scorre ....scorre comunque....
Tra le cose belle che mi sono accadute, la scorsa settimana si è concluso il corso di panificazione e piccola pasticceria che si è tenuto nel mio paese e a cui ho partecipato con entusiasmo e con la curiosità di una bambina. Con carta e penna e tanta attenzione ho seguito quelle abili mani che hanno preparato pane, biscotti e brioches con una tale maestria da far invidia.
Oggi vi farò partecipe della lezione sui lievitati e sulla creazioni di quelle morbide brioches che troviamo nei forni ricoperte di zucchero e soffici soffici.
Si è trattato di un corso tradizionale, quindi abbiamo usato il lievito di birra, ma ho intenzione di provare anche con la mia pasta madre che continua a vivere nel mio frigo viva e attiva.
Quindi ecco a voi gli ingredienti per ottenere i pon pon o le trecce a seconda della forma che vogliamo dare.


INGREDIENTI
farina manitoba gr. 500
lievito di birra gr 40
zucchero gr. 125
latte gr. 250
burro o margarina gr. 125
uova nr. 1
sale gr. 10
vanillina un pizzico
PREPARAZIONE:
Gli ingredienti devono essere tutti a temperatura ambiente.
Per primi si mettono nella ciotola della planetaria il latte, in cui avremo sciolto il lievito di birra, lo zucchero e l'uovo intero.
In seguito aggiungeremo la farina e la vanillina, così si comincia a lavorare con la foglia nella planetaria.
Infine si aggiunge il burro e il pizzico di sale. Si lavora fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso che si può ridurre ad una palla e si lascia lievitare per 45 minuti o fino a quando non sia raddoppiata di volume.


Ovviamente il tutto può essere eseguito a mano con la classica fontana di farina dove al centro metteremo tutti gli altri ingredienti e incorporeremo il latte poco alla volta per aiutare l'impasto a raggiungere la giusta consistenza.
Una volta lievitato si riprende l'impasto e dividendolo in parti si ottengono delle palline o delle trecce che lasceremo nuovamente lievitare già disposti nelle teglie alla dovuta distanza per evitare che durante la lievitazioni si tocchino tra loro e lasciamo ancora riposare per 60 minuti circa.
Inforniamo in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti.

Durante la cottura delle nostre brioches prepariamo uno sciroppo di zucchero con 100 gr. di acqua e 150 di zucchero che metterò a scaldare e che utilizzeremo in seguito.

Una volta sfornate, con un pennello distribuiremo lo sciroppo di zucchero sulla superficie e le inzupperemo letteralmente in un piatto di zucchero premendo bene, in modo che esso rimanga attaccato alla brioches stessa. 


 .....allora a presto. Alla prossima ricetta da condividere.

domenica 1 dicembre 2013

Nuova vita per i Barattoli!


E ancora un post dedicato al recupero!
Datemi della matta, ma proprio, è più forte di me!
Guardo una cosa buttata lì e già me la vedo abbellita e utilizzabile per un altro fine.
Così la mia domanda è: chi di voi non ha in casa dei barattoli di latta?! Barattoli di piselli piuttosto che quelle di cartone delle famose Pringles …..E se non ne avete, d'ora in poi nel momento che ne avete consumato il contenuto, bene non buttateli, perchè vi mostrerò un modo utile e carino per riciclare queste latte.

Il procedimento per ottenere buoni risultati è piuttosto lungo, però la soddisfazione e l'orgoglio saranno tali che vi metterete di proposito a mangiare patatine!....


Occorrente
Barattoli di latta di legumi o barattoli di cartone delle patatine
Carta vetrata fine
Primer
Fondo gesso
passamaneria o pizzetti
colla da decoupage
calzino di lana
tubetto colore ad olio Terra di Siena 
finitura opaca all'acqua

Procedimento per i barattoli di latta:
  1. Carteggiate i barattoli con la carta vetrata e dopo pulitela bene dalla polvere che si può creare.
  2. Date una mano di Primer o fissativo e lasciate asciugare due ore almeno.
  3. Date una mano di fondo gesso su tutta la superficie e lasciate asciugare qualche ora.
  4. Ritagliate la passamaneria che avete scelto su misura e incollatela al barattolo con la colla da decoupage o della colla vinavil leggermente diluita. La passamaneria deve essere ben inzuppata di colla. Lasciate asciugare molto bene per diverse ore. Personalmente a questo punto io sospendo i lavori e li riprendo l'indomani per essere sicura che il merletto aderisca bene.
  5. Per mezzo di un calzino di lana ormai bucato spalmo il colore ad olio in piccolissime quantità su tutto il barattolo, soffermandomi in particolare sulla passamaneria e cercando di asportarne quella in eccesso.
  6. Lasciate asciugare 2 ore e concludete il lavoro con una finitura lucida o opaca a base di acqua.
Procedimento per i barattoli di cartone:
  1. Come sopra partendo dal punto 3 direttamente.

Ed ecco i miei risultati:







....e questi sono i segnalibri intagliati da mio marito!....


domenica 24 novembre 2013

Cuori e cuoricini decorati




Chi mi segue sa che, oltre la cucina, adoro il fai da te e avendo un marito dalle mani d'oro, spesso insieme realizziamo piccole creazioni in legno. Con il suo aiuto quindi abbiamo ottenuto questi cuori , che in seguito ho decorato con la tecnica del trasferimento immagine in bianco e nero. Ho cercato in rete delle immagini, le ho stampate in bianco e nero e le ho ritagliate.
Nota importante:le immagini vanno stampate a specchio se riportano delle scritte.
Ho bagnato appena il ritaglio nell'acqua e poi con l'aiuto di un pennello ho incollato con una semplice colla da decoupage l'immagine sul cuore, con il disegno rivolto verso il basso. Praticamente il retro bianco del ritaglio rimane a vista.
Si lascia asciugare qualche ora e dopo si inumidisce con uno spruzzino.
E poi semplicemente strofinando con l'indice si tolgono i vari strati della carta in modo che rimanga solo il disegno sul legno. L'effetto non sempre rimane netto e preciso, ma questo risultato un pò logoro e usato dà quel senso di vecchio, di shabby che piace molto, vi assicuro!
Si dà una mano di finitura opaca o lucida a seconda dei gusti e si lascia asciugare almeno 24 ore.

I cuori così decorati posso essere utilizzati in vari modi: facendo un buco col trapano possono essere arricchiti di fiocchi e appesi all'albero, piuttosto che al pacco di un regalo; oppure possono unire delle cornici, piuttosto che decorarne il bordo. Beh gli utilizzi sono vari e se ne trovate altri fatemelo sapere.


Questa è l'immagine che ho scaricato dalla rete. Salvandola in una cartella penso che anche voi potrete realizzare lo stesso progetto.


E questi sono i cuori decorati!


In questo caso l'immagine è stata trasferita su tela.


e qui abbiamo realizzato un portachiavi sempre con la stessa tecnica.

giovedì 21 novembre 2013

Torta di pane secco con le mele

Ciao ragazzi, il cielo oggi non promette nulla di buono: ma la stufa è accesa, il profumo di caffè inebria la casa e nel silenzio del mattino ( Pietro ha già preso il pulmino) mi dedico mezz'oretta di lettura prima di iniziare la giornata lavorativa in casa.
E sì perché se non sono al lavoro al mercato, bisogna fare le faccende arretrate in casa.....

Tra le letture di questi giorni, mi sono imbattuta in un articolo di aamTerra Nuova molto interessante: in verità parlava anche di un libro di ricette vegetariane, ma il fulcro del tema era “ l'avanzo”.

Letteralmente la parola avanzo, da quello di cucina a quello di galera, che siamo abituati a pensare al negativo come qualcosa che non ce l'ha fatta a essere inclusa, può anche esprimere “ qualcosa che cresce “: mi avanza, mi cresce, è in più. E su questo “ in più” si possono fare alcune considerazioni. La prima certamente riguarda il fatto che possiamo sprecare di meno, …...e poi ancora: facciamo tesoro di ciò che abbiamo già in casa, lasciamo andare la fantasia, o ripercorriamo le tradizioni familiari dei bei tempi andati......” (articolo di Ilaria Beretta).

E così quello che avanza diventa una ricchezza, un ingrediente delle nostre ricette creative!
Con i tempi che stiamo vivendo, di oculatezza, di attenzione per quello che spendiamo, per quello che acquistiamo essere responsabili e creativi può essere un buon binomio, cercando di vedere il lato positivo della realtà che oggi viviamo!

Quindi apro la dispensa e vedo: Pane, pane secco. Nonostante abbia iniziato a fare esperimenti di pane con Pasta Madre, l'avanzo c'è sempre!
Una volta diventa pangrattato, un'altra crostini abbrustoliti da mettere nelle zuppe.

Oggi diventa ingrediente essenziale della mia Torta di Pane con le mele.


Ingredienti
200 g di pane secco
500 ml di latte
1 uovo intero
5 c.ai di zucchero di canna
1 mela gialla
2 c.ini di cannella
il succo di un limone

Preparazione:

In un contenitore tagliate a pezzetti il pane secco e mettetelo in ammollo nel latte. Si lascia riposare fino a quando il pane non si sia ammorbidito assorbendo tutto il liquido.

Nel frattempo tagliate a pezzetti la mela e la lasciate riposare nel succo del limone.
Aggiungete al pane ora ammorbidito lo zucchero e l'uovo e dopo anche la mela e la cannella, mescolando bene.
Imburrate e infarinate la teglia e versate il composto.
Si inforna per 30' circa a 180°C.



Ricetta antica delle nostre nonne, resta ancora più buona se aggiungi ciò che hai in casa: dall'uvetta al cioccolato, dalla frutta secca alla cannella....tanto che un dolce povero diventa 

una Signora Torta!









domenica 10 novembre 2013

Frittelle di mele al profumo di cannella

Cari amici, stamani sveglia presto, insolito per essere domenica, ma l'appuntamento era impellente: Mercatino di Rivarolo 
Si tratta di  un mercatino dell'antiquariato minore, oggettistica, artigianato e prodotti locali molto antico che rifà il suo nome " dij biautagambe" appunto riferendosi ai commercianti rivarolesi, soprannominati in questo modo, ovvero perdigiorno, perché avevano l'abitudine, un tempo, di trascorrere il tempo libero  stando tranquillamente seduti sul ponte della Botteria (oggi Piazza Chioratti) con le gambe penzoloni sulla roggia sottostante!
In queste occasioni il paese si anima e si riempie di colori e di persone curiose, chi guarda soltanto, chi invece come me va alla ricerca di quel "qualcosa" che ti chiama e tu non puoi restistere!
Pensi " deve essere mio" e in men che non si dica ti ritrovi, felice come una bambina, con l'oggetto dei desideri tra le mani! ....può essere qualsiasi cosa: un piatto, un bicchiere, un cucchiaio, uno scampolo.
Per qualcuno può non significare nulla, ma tu in quel momento ti senti una piccola principessa che salta di gioia!
E questo amore per le cose vecchie non ho potuto fare a meno di trasmetterlo al mio bambino.
Pietro mi accompagna sempre ed ogni volta anche lui trova un giornalino o un gioco ormai fuori moda che torna a vivere con lui!
Stamani quindi con molta calma abbiamo potuto guardare le bancarelle, perché presto non c'è la folla che si accalca e ti spinge e abbiamo scelto le cose che più ci piacevano. Così son tornata a casa con posate, piatti e una rotella per la pasta! FELICE!!!!























In queste occasioni il profumo di caldarroste, vin brulè e frittelle si diffonde nell'aria e il vento di oggi lo diffondeva in ogni dove! Adoro questo periodo dell'anno! L'autunno pieno di colori, profumi e....mercatini!
Così anziché mangiare le frittelle  sul posto, ho comprato le renette e le ho preparate io per tutti.................. anche per voi, prego favorite!




 Ingredienti
600 gr di mele, meglio renette
125 gr di farina 00
50 gr di zucchero
burro
2 rossi di uova
1 dl di latte o birra
olio per friggere
pizzico di sale
pizzico di lievito per dolci
cannella
Preparazione:
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo con l'apposito attrezzo in modo che tagliando a fettine rotonde spesse circa ½ cm si presentano con il buco in mezzo.
Disponetele in una terrina, cospargendole con un po' dello zucchero e lasciatele a macerare per circa mezz'ora rigirandole di tanto in tanto.

Nel frattempo preparate la pastella: sbattete i tuorli in una terrina con la farina setacciata e 20 gr di burro fuso. Unite il resto dello zucchero, 1 pizzico di sale e cannella a piacere.
Diluite con il latte o la birra necessario ad avere una pastella semiliquida e il pizzico di lievito per dolci.
Lasciate riposare a temperatura ambiente per una mezz'oretta, quindi mescolate.

Fate scaldare in una padella alta abbondante olio e quando è caldo immergete le fette di mela nella pastella, sgocciolatele con una forchetta e friggetele rigirandole per farle dorare da entrambe le parti.
Sgocciolatele su carta assorbente e servitele ben calde, cosparse di zucchero a velo.





lunedì 14 ottobre 2013

Una salsina con i prodotti del nostro orto.

L'orto, per me e la mia famiglia, è una fonte non indifferente di sostentamento: produciamo diverse verdure e frutta per il nostro fabbisogno e calcolando il costo sul mercato, risulta essere un buon risparmio, oltre che cibo di ottima qualità ( visto che non usiamo trattamenti di alcun genere). 
E' pur vero che "la terra è bassa", come dicono in molti e quando gli zucchini o i fagiolini iniziano non sai più come cucinarli, però è una gran soddisfazione!

Quella dell'orto è una dimensione magica che ci vede uniti e collaborativi; ognuno di noi ha il proprio compito, ma ci sono lavori che condividiamo, Pietro compreso! come la semina, piuttosto che bagnare le piante o la faticosa e odiosa operazione di togliere le erbacce infestanti!
E' terapeutico ed educativo! E non solo per il mio bambino che conosce quali sono prodotti di stagione, ma anche per me che certe volte vorrebbe tutto e subito deve invece aspettare i tempi della natura! Penso sinceramente che, anche su di un balcone, ognuno di noi dovrebbe avere il proprio angolo di verde!

Con i prodotti raccolti, che ormai sono alla fine,ovvero pomodori, peperoni e peperoncini, ho voluto fare una salsina che qui in Piemonte accompagna solitamente il Bollito. Io l'ho preparata e invasata calda, come fosse una passata di pomodoro, in modo tale da averne al momento del bisogno! Ma si può anche preparare e usare sul momento.


Ingredienti


1 kg. di pomodori 
1 peperone rosso
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 carota grande
1 peperoncino piccante
1 spicchio d'aglio
una manciata di basilico
qualche ago di rosmarino
sale qb
olio extra vergine d'oliva qb
1 cucchiaio d'aceto bianco
un pizzico di pepe


Pulite le verdure. sbollentate i pomodori e passateli al setaccio, unite le altre verdure e gli aromi e cuocete a fuoco lento un paio di ore.
Condite con sale, pepe, olio e un cucchiaio di aceto bianco. 
Passate tutto con il minipimer e rimettete sul fuoco a far addensare.
Quando è pronto o lasciate raffreddare prima di servire col bollito, o come ho fatto io invasate in barattoli sterilizzati e lasciate raffreddare piano piano avvolti in una coperta come fosse una conserva.



giovedì 10 ottobre 2013

Due ingredienti amati da Pietro


...il vento soffia forte e la pioggia è ricominciata dopo due giorni di tregua!. . . . .l'autunno vuole proprio fare la sua entrata e a me non resta che accettarlo! anche se ciò significa alzarsi col buio ed andare in piazza vestita a "cipolla" quasi da sembrare la donnina Michelin e montare il banco di frutta e verdura dove lavoro: al freddo, al vento e se sono fortunata alla pioggia!
Certe mattine sembra proprio non voglia far giorno, tanto che fino alle 8 teniamo le luci accese.
Ma questo lavoro ha anche i suoi pregi: adoro stare in mezzo alla gente, mi circondo di mille colori e poi è una strana e bella sensazione viaggiare in macchina, ancora notte, mentre tutti dormono, c'  è  una certa magia a vedere il mondo che si sveglia!
In questi giorni sul banco avevamo i mirtilli che Pietro adora, così ho fatto questo dolce ancora fresco con i suoi due ingredienti preferiti: il cocco e i mirtilli.



Ingredienti
180 gr di biscotti tipo digestive
100 gr di burro
280 gr di formaggio tipo Philadelphia
200 ml di panna fresca
80 gr di zucchero a velo
10 gr di colla di pesce
qualche goccia di essenza di vaniglia
2 cucchiai di cocco disidratato
una vaschetta di mirtilli


Preparazione:
preparate la base del cheesecake sbriciolando i biscotti e aggiungendo il burro fuso; mescolate bene e stendete il composto sulla base di una tortiera di 22 cm che avrete precedentemente imburrato. Aiutandovi con il dorso di un cucchiaio premete il composto in modo da ottenere un fondo ben compatto. Riponete in freezer per 15 minuti.

Ammorbidite la colla di pesce in acqua ghiacciata.

Versate il formaggio morbido, la panna, lo zucchero a velo e l'essenza di vaniglia e sbattete il tutto per ottenere una crema morbida.
Unite la colla di pesce ben strizzata e amalgamate il tutto.

Prendete la base del dolce e versateci sopra la crema, livellandola bene con una spatola e ritirate il tutto in frigo per 4 ore almeno.


Quando il cheesecake sarà pronto, coprite con il cocco grattugiato e guarnite con i mirtilli, quindi servite! 



Spero che anche voi gradirete. . . . . . . . . .. 

lunedì 7 ottobre 2013

Ultima ricetta con le pesche.....a presto estate!

Buongiorno a tutti e buon inizio settimana! Giornata ancora un po' piovosa, ma per dare l'addio all'estate vi propongo l'ultima ricetta con le pesche, che ho preparato la scorsa settimana.
Da oggi  per noi inizia ufficialmente l'autunno, visto che abbiamo acceso la nostra amata stufetta........il vecchio putagè su cui cucino abitualmente nelle stagioni più fredde. Non meno importante è il calore che rilascia sia nell'ambiente che nell'animo. . . .E' sempre una gran fatica tagliare, sistemare e spaccare la legna, ma poi ti senti veramente ricompensato di tutti gli sforzi fatti!


Ingredienti
4 kg pesche gialle , sode e sane
1,4 kg di zucchero
2 l e ½ di acqua
2 limoni



Preparazione:
mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua e unire il succo dei limoni e qualche scorza.
Appena l'acqua bolle immergere, poche alla volta e delicatamente, le pesche lasciandovele da mezzo minuto a un minuto, secondo il grado di maturazione.
Scolare le pesche e immergerle subito in acqua fredda, togliere loro subito la pelle e deporle su un telo ad asciugare a mano mano che si sbucciano.
Dividerle a metà. Togliere il nocciolo. Quindi deporre le mezze pesche col vuoto del nocciolo verso il baso ad asciugare perfettamente per circa un'ora.
Intanto che le pesche asciugano preparare lo sciroppo mettendo a bollire l'acqua con lo zucchero, appena lo sciroppo bolle levarlo subito dal fuoco e farlo raffreddare. Tagliare le pesche a spicchi e collocarli nei vasi, pressandoli leggermente e aggiungendo, in ogni vaso, una mandorla delle stesse pesche.
Ricoprirle con lo sciroppo. Chiudere i vasi ermeticamente e farli sterilizzare per 20-30 minuti dopo il bollore.
Lasciare raffreddare i vasi nella loro stessa acqua del bagnomaria, assicurandosi poi che siano perfettamente chiusi.
Conservare le pesche e consumarle entro l'anno.




Suggerimento: se le pesche anziché a spicchi le vorrete tagliare solo a metà, potrebbero essere utilizzate per la ricetta delle Pesche ripiene agli amaretti.
Provate e fatemi sapere.......a presto! ;)

mercoledì 2 ottobre 2013

Marmellata di Pesche gialle

L'autunno ci ha dato il suo assaggio: domenica è stata così grigia e piovosa qui nel Canavese!
Così il mio fine settimana è trascorso senza grandi cose, comunque in modo tranquillo! Sveglia alle 9 (il mio lusso domenicale, visto che quando lavoro mi alzo alle 4), colazione nel silenzio del risveglio e nella mia cara solitudine: gli uomini si alzano sempre quella mezz'oretta dopo.
Si tratta di uno spazio di tempo che io adoro: silenzio, pace, caffè fumante e quel libro di turno che accompagna i momenti di relax …..fantastico! ….e poi poco dopo il caos: piacevole, familiare, ma sempre di caos si tratta!

Come detto nel mio post precedente oggi vi propongo un'altra ricetta con le pesche gialle, classica, ma quando in giorni grigi come oggi o col freddo vi spalmerete sul pane o le fette biscottate quella buona marmellata che avete preparato a tempo debito, vi renderete conto di come la dolcezza ricompensa la fatica impiegata!



Ingredienti
1 kg di pesche gialle
600 gr di zucchero
scorza gialla di un limone non trattato


La dose della pesche è di un chilo, ma ovviamente a voi la scelta della quantità.
Lavate le pesche, asciugatele, sbucciatele e tagliandole a metà privatele del nocciolo. Riducete le pesche in spicchi raccogliendo il succo che gocciola durante l'operazione in una capace terrina dove lascerete anche gli spicchi.
Togliete al limone la sola parte gialla della buccia, eliminando accuratamente la parte bianca che darebbe un sapore amaro alla marmellata, tagliatela a sottili strisce che verserete sulle pesche. Coprite con lo zucchero.
Mettete la terrina in un luogo asciutto, coprite con un telo e lasciatele macerare senza toccarle almeno un giorno.
A questo punto lo zucchero dovrebbe essere completamente sciolto e si può iniziare la cottura della marmellata versando frutta e liquido nella pentola.
Portate all'ebollizione e continuate la cottura a fuoco vivace per circa 30 minuti mescolando e schiumando ogni volta che è necessario.
Personalmente a questo punto io tolgo dal fuoco e frullo il tutto con il minipimer e poi rimetto sul fuoco fino a quando non avrà raggiunto la giusta consistenza.
Togliete dal fuoco e ancora bollente versate la marmellata nei vasetti sterilizzati e asciutti. Riponeteli in una cassettina con il coperchio rivolto verso il basso e avvolgeteli con una coperta in modo che si raffreddino piano piano creando il sottovuoto. Di solito occorrono due giorni per essere freddi. A quel punto etichettate e ponete in dispensa!