domenica 1 dicembre 2013

Nuova vita per i Barattoli!


E ancora un post dedicato al recupero!
Datemi della matta, ma proprio, è più forte di me!
Guardo una cosa buttata lì e già me la vedo abbellita e utilizzabile per un altro fine.
Così la mia domanda è: chi di voi non ha in casa dei barattoli di latta?! Barattoli di piselli piuttosto che quelle di cartone delle famose Pringles …..E se non ne avete, d'ora in poi nel momento che ne avete consumato il contenuto, bene non buttateli, perchè vi mostrerò un modo utile e carino per riciclare queste latte.

Il procedimento per ottenere buoni risultati è piuttosto lungo, però la soddisfazione e l'orgoglio saranno tali che vi metterete di proposito a mangiare patatine!....


Occorrente
Barattoli di latta di legumi o barattoli di cartone delle patatine
Carta vetrata fine
Primer
Fondo gesso
passamaneria o pizzetti
colla da decoupage
calzino di lana
tubetto colore ad olio Terra di Siena 
finitura opaca all'acqua

Procedimento per i barattoli di latta:
  1. Carteggiate i barattoli con la carta vetrata e dopo pulitela bene dalla polvere che si può creare.
  2. Date una mano di Primer o fissativo e lasciate asciugare due ore almeno.
  3. Date una mano di fondo gesso su tutta la superficie e lasciate asciugare qualche ora.
  4. Ritagliate la passamaneria che avete scelto su misura e incollatela al barattolo con la colla da decoupage o della colla vinavil leggermente diluita. La passamaneria deve essere ben inzuppata di colla. Lasciate asciugare molto bene per diverse ore. Personalmente a questo punto io sospendo i lavori e li riprendo l'indomani per essere sicura che il merletto aderisca bene.
  5. Per mezzo di un calzino di lana ormai bucato spalmo il colore ad olio in piccolissime quantità su tutto il barattolo, soffermandomi in particolare sulla passamaneria e cercando di asportarne quella in eccesso.
  6. Lasciate asciugare 2 ore e concludete il lavoro con una finitura lucida o opaca a base di acqua.
Procedimento per i barattoli di cartone:
  1. Come sopra partendo dal punto 3 direttamente.

Ed ecco i miei risultati:







....e questi sono i segnalibri intagliati da mio marito!....


domenica 24 novembre 2013

Cuori e cuoricini decorati




Chi mi segue sa che, oltre la cucina, adoro il fai da te e avendo un marito dalle mani d'oro, spesso insieme realizziamo piccole creazioni in legno. Con il suo aiuto quindi abbiamo ottenuto questi cuori , che in seguito ho decorato con la tecnica del trasferimento immagine in bianco e nero. Ho cercato in rete delle immagini, le ho stampate in bianco e nero e le ho ritagliate.
Nota importante:le immagini vanno stampate a specchio se riportano delle scritte.
Ho bagnato appena il ritaglio nell'acqua e poi con l'aiuto di un pennello ho incollato con una semplice colla da decoupage l'immagine sul cuore, con il disegno rivolto verso il basso. Praticamente il retro bianco del ritaglio rimane a vista.
Si lascia asciugare qualche ora e dopo si inumidisce con uno spruzzino.
E poi semplicemente strofinando con l'indice si tolgono i vari strati della carta in modo che rimanga solo il disegno sul legno. L'effetto non sempre rimane netto e preciso, ma questo risultato un pò logoro e usato dà quel senso di vecchio, di shabby che piace molto, vi assicuro!
Si dà una mano di finitura opaca o lucida a seconda dei gusti e si lascia asciugare almeno 24 ore.

I cuori così decorati posso essere utilizzati in vari modi: facendo un buco col trapano possono essere arricchiti di fiocchi e appesi all'albero, piuttosto che al pacco di un regalo; oppure possono unire delle cornici, piuttosto che decorarne il bordo. Beh gli utilizzi sono vari e se ne trovate altri fatemelo sapere.


Questa è l'immagine che ho scaricato dalla rete. Salvandola in una cartella penso che anche voi potrete realizzare lo stesso progetto.


E questi sono i cuori decorati!


In questo caso l'immagine è stata trasferita su tela.


e qui abbiamo realizzato un portachiavi sempre con la stessa tecnica.

giovedì 21 novembre 2013

Torta di pane secco con le mele

Ciao ragazzi, il cielo oggi non promette nulla di buono: ma la stufa è accesa, il profumo di caffè inebria la casa e nel silenzio del mattino ( Pietro ha già preso il pulmino) mi dedico mezz'oretta di lettura prima di iniziare la giornata lavorativa in casa.
E sì perché se non sono al lavoro al mercato, bisogna fare le faccende arretrate in casa.....

Tra le letture di questi giorni, mi sono imbattuta in un articolo di aamTerra Nuova molto interessante: in verità parlava anche di un libro di ricette vegetariane, ma il fulcro del tema era “ l'avanzo”.

Letteralmente la parola avanzo, da quello di cucina a quello di galera, che siamo abituati a pensare al negativo come qualcosa che non ce l'ha fatta a essere inclusa, può anche esprimere “ qualcosa che cresce “: mi avanza, mi cresce, è in più. E su questo “ in più” si possono fare alcune considerazioni. La prima certamente riguarda il fatto che possiamo sprecare di meno, …...e poi ancora: facciamo tesoro di ciò che abbiamo già in casa, lasciamo andare la fantasia, o ripercorriamo le tradizioni familiari dei bei tempi andati......” (articolo di Ilaria Beretta).

E così quello che avanza diventa una ricchezza, un ingrediente delle nostre ricette creative!
Con i tempi che stiamo vivendo, di oculatezza, di attenzione per quello che spendiamo, per quello che acquistiamo essere responsabili e creativi può essere un buon binomio, cercando di vedere il lato positivo della realtà che oggi viviamo!

Quindi apro la dispensa e vedo: Pane, pane secco. Nonostante abbia iniziato a fare esperimenti di pane con Pasta Madre, l'avanzo c'è sempre!
Una volta diventa pangrattato, un'altra crostini abbrustoliti da mettere nelle zuppe.

Oggi diventa ingrediente essenziale della mia Torta di Pane con le mele.


Ingredienti
200 g di pane secco
500 ml di latte
1 uovo intero
5 c.ai di zucchero di canna
1 mela gialla
2 c.ini di cannella
il succo di un limone

Preparazione:

In un contenitore tagliate a pezzetti il pane secco e mettetelo in ammollo nel latte. Si lascia riposare fino a quando il pane non si sia ammorbidito assorbendo tutto il liquido.

Nel frattempo tagliate a pezzetti la mela e la lasciate riposare nel succo del limone.
Aggiungete al pane ora ammorbidito lo zucchero e l'uovo e dopo anche la mela e la cannella, mescolando bene.
Imburrate e infarinate la teglia e versate il composto.
Si inforna per 30' circa a 180°C.



Ricetta antica delle nostre nonne, resta ancora più buona se aggiungi ciò che hai in casa: dall'uvetta al cioccolato, dalla frutta secca alla cannella....tanto che un dolce povero diventa 

una Signora Torta!









domenica 10 novembre 2013

Frittelle di mele al profumo di cannella

Cari amici, stamani sveglia presto, insolito per essere domenica, ma l'appuntamento era impellente: Mercatino di Rivarolo 
Si tratta di  un mercatino dell'antiquariato minore, oggettistica, artigianato e prodotti locali molto antico che rifà il suo nome " dij biautagambe" appunto riferendosi ai commercianti rivarolesi, soprannominati in questo modo, ovvero perdigiorno, perché avevano l'abitudine, un tempo, di trascorrere il tempo libero  stando tranquillamente seduti sul ponte della Botteria (oggi Piazza Chioratti) con le gambe penzoloni sulla roggia sottostante!
In queste occasioni il paese si anima e si riempie di colori e di persone curiose, chi guarda soltanto, chi invece come me va alla ricerca di quel "qualcosa" che ti chiama e tu non puoi restistere!
Pensi " deve essere mio" e in men che non si dica ti ritrovi, felice come una bambina, con l'oggetto dei desideri tra le mani! ....può essere qualsiasi cosa: un piatto, un bicchiere, un cucchiaio, uno scampolo.
Per qualcuno può non significare nulla, ma tu in quel momento ti senti una piccola principessa che salta di gioia!
E questo amore per le cose vecchie non ho potuto fare a meno di trasmetterlo al mio bambino.
Pietro mi accompagna sempre ed ogni volta anche lui trova un giornalino o un gioco ormai fuori moda che torna a vivere con lui!
Stamani quindi con molta calma abbiamo potuto guardare le bancarelle, perché presto non c'è la folla che si accalca e ti spinge e abbiamo scelto le cose che più ci piacevano. Così son tornata a casa con posate, piatti e una rotella per la pasta! FELICE!!!!























In queste occasioni il profumo di caldarroste, vin brulè e frittelle si diffonde nell'aria e il vento di oggi lo diffondeva in ogni dove! Adoro questo periodo dell'anno! L'autunno pieno di colori, profumi e....mercatini!
Così anziché mangiare le frittelle  sul posto, ho comprato le renette e le ho preparate io per tutti.................. anche per voi, prego favorite!




 Ingredienti
600 gr di mele, meglio renette
125 gr di farina 00
50 gr di zucchero
burro
2 rossi di uova
1 dl di latte o birra
olio per friggere
pizzico di sale
pizzico di lievito per dolci
cannella
Preparazione:
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo con l'apposito attrezzo in modo che tagliando a fettine rotonde spesse circa ½ cm si presentano con il buco in mezzo.
Disponetele in una terrina, cospargendole con un po' dello zucchero e lasciatele a macerare per circa mezz'ora rigirandole di tanto in tanto.

Nel frattempo preparate la pastella: sbattete i tuorli in una terrina con la farina setacciata e 20 gr di burro fuso. Unite il resto dello zucchero, 1 pizzico di sale e cannella a piacere.
Diluite con il latte o la birra necessario ad avere una pastella semiliquida e il pizzico di lievito per dolci.
Lasciate riposare a temperatura ambiente per una mezz'oretta, quindi mescolate.

Fate scaldare in una padella alta abbondante olio e quando è caldo immergete le fette di mela nella pastella, sgocciolatele con una forchetta e friggetele rigirandole per farle dorare da entrambe le parti.
Sgocciolatele su carta assorbente e servitele ben calde, cosparse di zucchero a velo.





lunedì 14 ottobre 2013

Una salsina con i prodotti del nostro orto.

L'orto, per me e la mia famiglia, è una fonte non indifferente di sostentamento: produciamo diverse verdure e frutta per il nostro fabbisogno e calcolando il costo sul mercato, risulta essere un buon risparmio, oltre che cibo di ottima qualità ( visto che non usiamo trattamenti di alcun genere). 
E' pur vero che "la terra è bassa", come dicono in molti e quando gli zucchini o i fagiolini iniziano non sai più come cucinarli, però è una gran soddisfazione!

Quella dell'orto è una dimensione magica che ci vede uniti e collaborativi; ognuno di noi ha il proprio compito, ma ci sono lavori che condividiamo, Pietro compreso! come la semina, piuttosto che bagnare le piante o la faticosa e odiosa operazione di togliere le erbacce infestanti!
E' terapeutico ed educativo! E non solo per il mio bambino che conosce quali sono prodotti di stagione, ma anche per me che certe volte vorrebbe tutto e subito deve invece aspettare i tempi della natura! Penso sinceramente che, anche su di un balcone, ognuno di noi dovrebbe avere il proprio angolo di verde!

Con i prodotti raccolti, che ormai sono alla fine,ovvero pomodori, peperoni e peperoncini, ho voluto fare una salsina che qui in Piemonte accompagna solitamente il Bollito. Io l'ho preparata e invasata calda, come fosse una passata di pomodoro, in modo tale da averne al momento del bisogno! Ma si può anche preparare e usare sul momento.


Ingredienti


1 kg. di pomodori 
1 peperone rosso
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 carota grande
1 peperoncino piccante
1 spicchio d'aglio
una manciata di basilico
qualche ago di rosmarino
sale qb
olio extra vergine d'oliva qb
1 cucchiaio d'aceto bianco
un pizzico di pepe


Pulite le verdure. sbollentate i pomodori e passateli al setaccio, unite le altre verdure e gli aromi e cuocete a fuoco lento un paio di ore.
Condite con sale, pepe, olio e un cucchiaio di aceto bianco. 
Passate tutto con il minipimer e rimettete sul fuoco a far addensare.
Quando è pronto o lasciate raffreddare prima di servire col bollito, o come ho fatto io invasate in barattoli sterilizzati e lasciate raffreddare piano piano avvolti in una coperta come fosse una conserva.



giovedì 10 ottobre 2013

Due ingredienti amati da Pietro


...il vento soffia forte e la pioggia è ricominciata dopo due giorni di tregua!. . . . .l'autunno vuole proprio fare la sua entrata e a me non resta che accettarlo! anche se ciò significa alzarsi col buio ed andare in piazza vestita a "cipolla" quasi da sembrare la donnina Michelin e montare il banco di frutta e verdura dove lavoro: al freddo, al vento e se sono fortunata alla pioggia!
Certe mattine sembra proprio non voglia far giorno, tanto che fino alle 8 teniamo le luci accese.
Ma questo lavoro ha anche i suoi pregi: adoro stare in mezzo alla gente, mi circondo di mille colori e poi è una strana e bella sensazione viaggiare in macchina, ancora notte, mentre tutti dormono, c'  è  una certa magia a vedere il mondo che si sveglia!
In questi giorni sul banco avevamo i mirtilli che Pietro adora, così ho fatto questo dolce ancora fresco con i suoi due ingredienti preferiti: il cocco e i mirtilli.



Ingredienti
180 gr di biscotti tipo digestive
100 gr di burro
280 gr di formaggio tipo Philadelphia
200 ml di panna fresca
80 gr di zucchero a velo
10 gr di colla di pesce
qualche goccia di essenza di vaniglia
2 cucchiai di cocco disidratato
una vaschetta di mirtilli


Preparazione:
preparate la base del cheesecake sbriciolando i biscotti e aggiungendo il burro fuso; mescolate bene e stendete il composto sulla base di una tortiera di 22 cm che avrete precedentemente imburrato. Aiutandovi con il dorso di un cucchiaio premete il composto in modo da ottenere un fondo ben compatto. Riponete in freezer per 15 minuti.

Ammorbidite la colla di pesce in acqua ghiacciata.

Versate il formaggio morbido, la panna, lo zucchero a velo e l'essenza di vaniglia e sbattete il tutto per ottenere una crema morbida.
Unite la colla di pesce ben strizzata e amalgamate il tutto.

Prendete la base del dolce e versateci sopra la crema, livellandola bene con una spatola e ritirate il tutto in frigo per 4 ore almeno.


Quando il cheesecake sarà pronto, coprite con il cocco grattugiato e guarnite con i mirtilli, quindi servite! 



Spero che anche voi gradirete. . . . . . . . . .. 

lunedì 7 ottobre 2013

Ultima ricetta con le pesche.....a presto estate!

Buongiorno a tutti e buon inizio settimana! Giornata ancora un po' piovosa, ma per dare l'addio all'estate vi propongo l'ultima ricetta con le pesche, che ho preparato la scorsa settimana.
Da oggi  per noi inizia ufficialmente l'autunno, visto che abbiamo acceso la nostra amata stufetta........il vecchio putagè su cui cucino abitualmente nelle stagioni più fredde. Non meno importante è il calore che rilascia sia nell'ambiente che nell'animo. . . .E' sempre una gran fatica tagliare, sistemare e spaccare la legna, ma poi ti senti veramente ricompensato di tutti gli sforzi fatti!


Ingredienti
4 kg pesche gialle , sode e sane
1,4 kg di zucchero
2 l e ½ di acqua
2 limoni



Preparazione:
mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua e unire il succo dei limoni e qualche scorza.
Appena l'acqua bolle immergere, poche alla volta e delicatamente, le pesche lasciandovele da mezzo minuto a un minuto, secondo il grado di maturazione.
Scolare le pesche e immergerle subito in acqua fredda, togliere loro subito la pelle e deporle su un telo ad asciugare a mano mano che si sbucciano.
Dividerle a metà. Togliere il nocciolo. Quindi deporre le mezze pesche col vuoto del nocciolo verso il baso ad asciugare perfettamente per circa un'ora.
Intanto che le pesche asciugano preparare lo sciroppo mettendo a bollire l'acqua con lo zucchero, appena lo sciroppo bolle levarlo subito dal fuoco e farlo raffreddare. Tagliare le pesche a spicchi e collocarli nei vasi, pressandoli leggermente e aggiungendo, in ogni vaso, una mandorla delle stesse pesche.
Ricoprirle con lo sciroppo. Chiudere i vasi ermeticamente e farli sterilizzare per 20-30 minuti dopo il bollore.
Lasciare raffreddare i vasi nella loro stessa acqua del bagnomaria, assicurandosi poi che siano perfettamente chiusi.
Conservare le pesche e consumarle entro l'anno.




Suggerimento: se le pesche anziché a spicchi le vorrete tagliare solo a metà, potrebbero essere utilizzate per la ricetta delle Pesche ripiene agli amaretti.
Provate e fatemi sapere.......a presto! ;)

mercoledì 2 ottobre 2013

Marmellata di Pesche gialle

L'autunno ci ha dato il suo assaggio: domenica è stata così grigia e piovosa qui nel Canavese!
Così il mio fine settimana è trascorso senza grandi cose, comunque in modo tranquillo! Sveglia alle 9 (il mio lusso domenicale, visto che quando lavoro mi alzo alle 4), colazione nel silenzio del risveglio e nella mia cara solitudine: gli uomini si alzano sempre quella mezz'oretta dopo.
Si tratta di uno spazio di tempo che io adoro: silenzio, pace, caffè fumante e quel libro di turno che accompagna i momenti di relax …..fantastico! ….e poi poco dopo il caos: piacevole, familiare, ma sempre di caos si tratta!

Come detto nel mio post precedente oggi vi propongo un'altra ricetta con le pesche gialle, classica, ma quando in giorni grigi come oggi o col freddo vi spalmerete sul pane o le fette biscottate quella buona marmellata che avete preparato a tempo debito, vi renderete conto di come la dolcezza ricompensa la fatica impiegata!



Ingredienti
1 kg di pesche gialle
600 gr di zucchero
scorza gialla di un limone non trattato


La dose della pesche è di un chilo, ma ovviamente a voi la scelta della quantità.
Lavate le pesche, asciugatele, sbucciatele e tagliandole a metà privatele del nocciolo. Riducete le pesche in spicchi raccogliendo il succo che gocciola durante l'operazione in una capace terrina dove lascerete anche gli spicchi.
Togliete al limone la sola parte gialla della buccia, eliminando accuratamente la parte bianca che darebbe un sapore amaro alla marmellata, tagliatela a sottili strisce che verserete sulle pesche. Coprite con lo zucchero.
Mettete la terrina in un luogo asciutto, coprite con un telo e lasciatele macerare senza toccarle almeno un giorno.
A questo punto lo zucchero dovrebbe essere completamente sciolto e si può iniziare la cottura della marmellata versando frutta e liquido nella pentola.
Portate all'ebollizione e continuate la cottura a fuoco vivace per circa 30 minuti mescolando e schiumando ogni volta che è necessario.
Personalmente a questo punto io tolgo dal fuoco e frullo il tutto con il minipimer e poi rimetto sul fuoco fino a quando non avrà raggiunto la giusta consistenza.
Togliete dal fuoco e ancora bollente versate la marmellata nei vasetti sterilizzati e asciutti. Riponeteli in una cassettina con il coperchio rivolto verso il basso e avvolgeteli con una coperta in modo che si raffreddino piano piano creando il sottovuoto. Di solito occorrono due giorni per essere freddi. A quel punto etichettate e ponete in dispensa!

Pesche ripiene agli amaretti

Il tempo continua ad essere autunnale e questo cielo grigio se da una parte mi mette malinconia, dall'altra mi fa venire voglia di restare a casa, di mettermi sul divano e leggere il libro di turno, piuttosto che ricamare o fare qualche altro lavoretto manuale. Forse questa stagione arriva proprio per questo motivo: rallentare la frenesia dell'estate, la voglia di uscire e stare sempre fuori per darci invece il tempo e il modo di essere più riflessivi e calmi!
Nonostante questo però con le ultime pesche ho ancora fatto questa ricetta tipicamente piemontese.
Ci sono tante versioni o modifiche; io la faccio così:


Ingredienti



Preparazione:
prendere delle pesche che si dividono a metà e togliendo il nocciolo, si svuotano in parte.
Quindi si pestano gli amaretti asciutti in un mortaio riducendoli in polvere.
Si aggiungono un po' di maraschino, un po' della polpa tolta dalle pesche e la polvere di cacao amaro e si mescola tutto insieme.
Con questo si riempiono le pesche e su ciascuna si pone anche una mandorla e una noce di burro.
Si inforna in una teglia dove avremo messo un dito di acqua per 15-20 minuti a 180° .
Una volta sfornate, le pesche si possono consumare tiepide o fredde a piacere.



Buona degustazione!


giovedì 26 settembre 2013

Crostata di pesche

Ciao a tutti, dopo una lunga assenza dovuta a tanti e svariati motivi eccomi con voi a condividere una serie di ricette che hanno per oggetto le ultime pesche della stagione. Siete ancora in tempo per gustarle, perché esistono sul mercato una varietà tardiva delle Puglie, bella soda e gustosa, che si presta bene anche per essere conservata!
Oggi quindi vi presento una classica crostata che i miei hanno gradito molto!


Ingredienti
Per la pasta frolla:
250 gr di farina 00
100 gr di zucchero
80 gr di burro
buccia di un limone grattugiata
1 uovo intero
½ bustina di lievito per dolci

Per la farcitura:
2 pesche gialle

Per la copertura:
gelatina con tortagel




Per la pasta frolla:
Fare una fontana con la farina e setacciare il lievito perché si mischi bene. Sbattere l'uovo con lo zucchero e metterli nel centro della fontana. Aggiungere il burro ammorbidito a temperatura ambiente e la buccia di un limone non trattato grattugiato.
Lavorare velocemente per non surriscaldare troppo il burro e ottenere una palla che avvolta in una pellicola trasparente conserveremo in frigo per qualche ora.

Cottura pasta frolla:
con un mattarello stendo la pasta frolla di solito a forma di cerchio
Foderiamo la teglia che abbiamo scelto, precedentemente imburrata e infarinata.
Bucherelliamo con una forchetta la base della frolla e la ricopriamo con un foglio di carta forno su cui adageremo un bello strato di fagioli secchi.
Questa operazione serve per dare un certo peso all'interno dalla crostata e per assorbire tutta l'umidità durante la cottura in forno, che sarà di 30 minuti a 180°.
Una volta sfornata, toglieremo i fagioli secchi, che io conservo in una latta, pronti per essere usati un'altra volta e lasceremo raffreddare.

Per la farcitura:
Quindi a freddo cominciamo a decorare la nostra torta. Ricopriamo la nostra base di frolla con uno strato di marmellata di pesche e disponiamo le pesche tagliate a fettine! Una nota: ho fatto scottare le pesche con la buccia in acqua portata a bollore per 1 minuto. Poi ho passato le pesche bollenti sotto l'acqua fredda corrente e le ho sbucciate e fatte a fettine!
Infine ricopriamo il tutto con la gelatina che avremo precedentemente preparato seguendo le istruzioni sulla bustina.

Conservare in frigo almeno due orette per consumarla bella fresca e dare il tempo alla gelatina di solidificarsi!.....




Con affetto una fettina per Voi......

giovedì 23 maggio 2013

Torta al cioccolato e cocco


Buongiorno amici, spero che da voi il tempo sia stato più clemente, perché qui nel Canavese, ha portato solo disastri e distrutto orti e piante! Venerdì scorso è stato proprio da incubo, una vera tempesta di grandine ha piegato il campo di grano vicino casa nostra e le piantine appena trapiantate sono ridotte ad uno stecco spoglio! Meno male che abbiamo la serra e una struttura con l'antigrandine, altrimenti non riuscirei a raccogliere quella bella e buona insalatina, che è rimasta incolume!
La natura ha veramente una forza devastante talvolta e questo mi fa sentire così piccola e insignificante! 
...e quindi dopo aver raccolto l'acqua in casa, approfittato dell'occasione per dare il bianco e cedere la mia stanza più grande a Pietro e prendere la sua più piccola....beh eccomi a deliziare il palato con una confortante torta al cocco e cacao! 
Prendendo sempre come base la torta dei 7 vasetti ho realizzato questo dolce che si accompagna bene con un caffè o un fumante tè, che con queste temperature ancora fredde sinceramente non ci sta niente male!




Ingredienti
1 vasetto di farina 00
1 vasetto di maizena
1 vasetto di cocco grattugiato
2 cucchiai abbondanti di cacao amaro in polvere
2 vasetti scarsi di zucchero
1 vasetto di olio di semi
1 vasetto di yogurt al cocco
3 uova intere
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo a piacere


In una terrina, montiamo i rossi delle uova con lo zucchero e aggiungiamo lo yogurt al cocco. Poi aggiungiamo tutti gli ingredienti solidi: farina, maizena, e cacao, infine l'olio.
A parte avremo montato a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale.
Andiamo ad aggiungere all'impasto con delicatezza, evitando che i bianchi si smontino, mescolando dal basso verso l'alto.
Per concludere mettiamo la bustina di lievito per dolci.
Inforniamo a 180° per 30 minuti.
Sforniamo, lasciamo raffreddare e una volta tolto il dolce dalla tortiera, diamo una spolverata di zucchero a velo!

Per Voi :


lunedì 6 maggio 2013

Torta Paradiso con crema pasticciera


Cari amici ma dove sono finite le stagioni di una volta? Ricordo con nostalgia il dolce scandire di ogni inverno che se ne andava per lasciare il posto ad una primavera esplosiva di colori e canti di uccellini...ma ogni anno mi sembra sempre peggio! ...e quanta pioggia! ...il mio ciliegio è rimasto fiorito per così pochi giorni e poi i fiori in poche ore di pioggia sono caduti !....ma sono riuscita a fermare un momento del suo splendore in uno “scatto fiorito”!


 In questi giorni anche se non ho pubblicato nessun post mi sono comunque data da fare e la scorsa domenica ho fatto per i miei amori una torta così semplice e classica che però non avevo mai fatto: la torta paradiso! Per l'occasione farcita di crema pasticciera. Giusto per non farci mancare nulla! Un affettuoso abbraccio e auguriamoci che il sole arrivi presto e si fermi da noi!;)


Per la crema pasticciera:
400 gr di latte
2 tuorli
2 c.ai di farina 00
4 c.ai di zucchero 


Per la torta paradiso:
In una terrina lavorare lo zucchero con i rossi delle uova, aggiungere il burro sciolto a bagnomaria e infine la fecola setacciata con il lievito, la scorza grattugiata del limone. Montare a neve gli albumi e aggiungere all'impasto precedente. Mescolare bene e versare in una tortiera.
Cuocere in forno già caldo a 170° per 40 minuti circa.

Per la crema pasticciera:
personalmente io mescolo gli ingredienti a freddo, li mescolo con una frusta a mano e li metto sul fuoco per il tempo che la crema si addensi, senza smettere di mescolare. Poi metto da parte per raffreddarsi.

Per la farcitura:
Quindi a freddo cominciamo a decorare la nostra torta. Tagliare a metà la torta paradiso e farcire con la crema, richiudere con il disco superiore ed infine terminare con una spolvera di zucchero a velo.


Leggera e friabile è una ricetta tra le più classiche ma delicata e adatta ad ogni palato: irresistibile!

Pastiera Napoletana

Lavori in corso: finalmente la tregua della pioggia ha dato modo e spazio di poter fare qualche lavoretto fuori, e i miei uomini si sono messi subito all'opera! Nella serra le insalatine sono già da raccogliere e mangiare, gli spinaci e le erbette sono cresciute, i rapanelli li abbiamo toppati e gli zucchini hanno già dei micro figlioletti! ...insomma la stagione delle semine e dei trapianti è partita e noi ne siamo ben felici, visto che il nostro orto è per noi grande fonte di sostentamento, sano e genuino!
Ecco i miei amori che si danno da fare!

E dopo tanto lavoro come premiare questi grandi lavoratori? 
Ovvio con un dolce: questa è la volta della Pastiera Napoletana, una prova anche per me che non mi ero mai cimentata in quest'opera così deliziosa!
Il grano si può preparare prima, ma io ho voluto comprare quello già cotto, che si trova tranquillamente al supermercato.




Ingredienti
Per la pasta frolla:
300 gr di farina 00
150 gr di zucchero
150 gr di burro
buccia di un limone grattugiata
3 uova intere
½ bustina di lievito per dolci
Per il ripieno:
400 gr di ricotta
200 gr di grano in chicchi cotto
6 uova (4 rossi e 6 albumi)
200 gr di zucchero
150 gr di scorze di arancia e di cedro candite (che io ho sostituito con essenza di arancia)
½ lt di latte
1 limone non trattato
cannella in polvere
40 gr di burro
sale
Per completare:
60 gr di zucchero a velo

Per la pasta frolla:
Fare una fontana con la farina e setacciare il lievito perché si mischi bene. Sbattere le uova con lo zucchero e metterli nel centro della fontana. Aggiungere il burro ammorbidito a temperatura ambiente e la buccia di un limone non trattato grattugiato.
Lavorare velocemente per non surriscaldare troppo il burro e ottenere una palla che avvolta in una pellicola trasparente conserveremo in frigo per qualche ora.

Nel frattempo:
mescolare il grano con la scorza grattugiata del limone, una noce di burro, un pizzico di sale e di cannella, e canditi o l'essenza di arancia e lo zucchero.
Cuocere a fuoco dolce per far assorbire il latte e poi fare raffreddare il tutto.
Unire poi la ricotta setacciata.
Amalgamare gli ingredienti, incorporare 4 tuorli e poi unire i 6 albumi montati a neve ferma.

Stendere 2/3 della pasta frolla e foderare una tortiera imburrata e infarinata.
Versare il ripieno sulla pasta e con gli avanzi di pasta frolla ricavare delle strisce da disporre incrociate sulla torta.
Infornare a 180° per 60 minuti fino a quando la superficie non sarà dorata.
A questo punto spegnere il forno e lasciare riposare almeno per mezz'ora.
Togliere dal forno lasciare raffreddare completamente, sformare e spolverizzare con lo zucchero a velo.


La cosa meravigliosa di questa torta è che il giorno dopo è ancora più buona!...se avanza, ovviamente!

Un abbraccio a presto!